
La storia
I primi insediamenti si hanno dopo l’anno mille.La zona era prevalentemente acquitrinosa e boschiva. Il suo nome lo deve probabilmente alle numerose risorgive presenti sul territorio. Il primo documento che parla di Villafontana è stato creato dal Vescovo di Verona Cardinale Agostino Valerio nel 1573 nel quale viene citata l’istituzione della Rettoria di Sant’Agostino. Sul finire del XVI sec. Villafontana contava circa 300 abitanti ed era costituita da una ventina di case in muratura. La struttura urbanistica di questa contrada nella seconda metà del Xvi sec., è chiaramente illustrata nel disegno del Piazzola del 1570. Il nucleo centrale della contrada, che era formato da 16 edifici in muratura e da otto case di paglia, si svilippava ai lati della strada per Verona. Al suo estremo nord sorgeva la Chiesa. Dal lato sud il borgo terminava con la grande corte del cavalier Redolfo, che si sviluppava ai due lati della strada. La parte principale della corte era di forma quadrata, di cui, tre lati erano occupati da fabbricati in muratura e dalla torre colombara. Mentre sul quarto lato insisteva una muraura merlata che seopaqrava dalla strada. Oltre la strada si trovava una barchessa, è oggi Villa Merlin. L’elemento più intressante di quest’area era rappresentato da una macchina idraulica in legno, che consentiva di sollevare l’acqua dalla seriola Brenzona, mediante una grande ruota e di portarla, attraverso un canale ai campi e ai prati. In questo modo il cavalier Redolfo poteva irrigare a scorrimento le campagne.
Nel centro della contrada vi erano altre due corti racchiuse da mura merlate: quella di Hieronimo Rizzon e quella del Sig. Caprini. Un altro disegno del 1740 offre uno stupendo panorama della contrada di Villafontana nel XVIII secolo, edelle perfette geometrie delle corti. Le proprietà Redolfo, divenute di proprietà del Conte Noris, sono tutte circondate da mura e suddivise a metà da un corpo di fabbricato perpendicolare ai lati maggiori. Il grande sviluppo agricolo che Villafontana conobbe nel XVII e XVIII sec. fu dovuto alla ricchezza d’acqua. Essa infatti poteva usufruire dell’acqua dell’Adige, ma soprattutto delle nuimerose sorgenti situata nella parte occidentale del territorio verso Mazzantica. Probabilmente è alla presenza di queste numerose fontane che deve il suo nome. La maggior quantità d’acqua proveniva dal Menago, il quale forniva la forza motrice per il mulino di Villafontana, già presente nel 1570.Nella metà del 600 alla ruota da macina fu aggiunta una pila da riso, da annibale Serego che ne era il proprietario. Nel 1704 il molino e la pila appartenevano a Camillo fracastoro e la famiglia Fracastoro ne era ancora proprietaria nel 1781, quando si dice che anche Napoleone sia transitato a Villafontana, presso la Villa Noris. Nel XIX sec le barchesse e i rusticali di Villa Noris che si strovavano oltre la strada assunsero l’attuale conformazione ancor oggi visibile nella villa Merlin. La struttura attuale ingrandita e ristrutturata è dovuta all’opera compiuta dai coniugi architetto J. Stopazzolo e architetto G. Merlin
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